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Beslan (Russia) Luglio 2005

Guarda inoltre: "CP 02", "CP 03" nel nostro video - Podcast

La Fondazione Pastificio Cerere, nasce con l’idea di seguire gli sviluppi dei linguaggi nel panorama dell’arte contemporanea. Attenta all’evolversi dell’arte negli istituti pubblici, come in questo casol’ospedale di Beslan.
La Fondazione Pastificio Cerere ha sentito il bisogno di partecipare al progetto proposto dalla Protezione Civile, invitando 3 artisti plastici per intervenire con dei lavori a parete all’interno dell’ospedale, che il popolo italiano attraverso la Protezione Civile ha donato hai bambini di Beslan. Gli artisti di questo progetto sono un gruppo formatosi all’interno del Pastificio Cerere che hanno un tipo di ricerca idoneo a un intervento di questo tipo.
Maurizio Savini un’artista sempre attento ai temi dell’infanzia, in passato è intervenuto all’interno dell’ospedale pediatrico Necker di Parigi.
Pietro Ruffo ha realizzato differenti workshop di pittura con i bambini di Sarajevo, all’interno del progetto ‘Ciao Sarajevo’ e con i bambini di Pescara per la mostra ‘pueri et magistri’.
Nicolaj Pennestri ha lavorato con il centro per la diagnosi e la terapia del disturbo di attacchi di panico organizzando dei corsi di pittura.
Inoltre la presenza di un regista, Massimiliano D’Epiro, per documentare il lavoro degli artisti e le differenti realtà di Beslan.
Gli artisti arrivati in Ossetia del nord, hanno iniziato le loro opere, intervenendo sui primi due piani dell’ospedale restaurati dal governo italiano. Gli interventi si sono rivelati subito idonei al luogo progettato dall’architetto, la pittura non ha faticato ad ammantare le pareti dello spazio considerato.
Con questi lavori si è riusciti a creare una sottile metafora tra astrazione e figurazione mettendo in condizione i bambini di sviluppare la loro percezione attraverso figure e superfici geometriche. Dopo questa esperienza, si sono tenuti due workshop, il primo all’interno di un istituto pediatrico, si che ha visto la realizzazione di quattro tele interamente eseguite dai bambini superstiti all’attentato alla scuola 1 di Beslan. Il secondo si è tenuto nel centro di recupero psicologico, su dei fogli di giornale i bambini hanno disegnato e scritto dei messaggi, per poi realizzare delle barchette, che agganciate a dei palloncini si sono liberate nel cielo osseto portando lontano i loro sogni di pace e di speranza.
Gli artisti tornati dall’Ossezia hanno sentito l’esigenza di affrontare l’esperienza vissuta, utilizzando ognuno i propri linguaggi, le proprie forme di espressione per realizzarne una mostra.