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Gianni Dessì è nato a Roma nel 1955. Frequenta l'Accademia di Belle Arti di Roma e nel 1976 si diploma nel corso di scenografia tenuto da Toti Scialoja. Agli anni 1974-1976 risalgono le collaborazioni con il gruppo teatrale "La Gaia Scienza" di Giorgio Barberio Corsetti e Alessandra Vanzi. Presenta per la prima volta in pubblico un lavoro nel 1977, nell'ambito di una rassegna organizzata dal teatro Beat '72: Le iniziative di ii, a cura di Giuseppe Bartolucci, Ulisse Benedetti, Simone Carella e Franco Cordelli. Dessì allestisce un percorso nel tunnel della Stazione di San Pietro a Roma, scandito da brevi testi che gli spettatori leggono immersi in fasci di luce blu. Nel giugno del 1978 espone nella galleria Ugo Ferranti a Roma, insieme a Bruno Ceccobelli, Giuseppe Gallo, Angelo Segneri e Francesca Woodman. Dessì presenta Penetrazioni (i quattro sensi), un lavoro realizzato direttamente sul muro della galleria, per il quale impiega carta e tondino di ferro. Presentato dalla Galleria Ugo Ferranti, tiene la prima mostra personale all'Arte Fiera di Bologna del 1979. Lo stesso anno a Bistica ob Sotli, in Slovenia, nella stanza di una casa contadina abbandonata, allestisce un lavoro che abbraccia l'intero ambiente. Al 1980 risalgono le mostre personali nelle gallerie Swart di Amsterdam, Ugo Ferranti di Roma e Yvon Lambert di Parigi. Espone tele di grandi dimensioni, dipinte utilizzando tecniche e materiali diversi: olio, tempera, carboncino, cera.

Nei primi anni Ottanta stabilisce il suo studio nell'ex pastificio Cerere in via degli Ausoni, nel quartiere romano di San Lorenzo, che diventa un centro vitale della cultura artistica cittadina ed internazionale. Qui si tiene, nel 1984, la mostra "Ateliers" in occasione della quale Domenico Bianchi, Gianni Dessì, Bruno Ceccobelli, Giuseppe Gallo, Nunzio e Piero Pizzi Cannella, aprono i loro studi al pubblico.

Si intensificano nel corso degli anni Ottanta e Novanta le mostre personali e collettive. Tra le altre ricordiamo le personali nelle gallerie Ugo Ferranti di Roma (1980, 1981, 1982), Folker Skulima di Berlino (1981, 1982, 1985, 1987), Triebold di Basilea (1989) e L. A. Louver di Venice - Los Angeles (1989); lLe mostre collettive "Banchi, Ceccobelli, Dessì, Gallo" al Groninger Museum (1981), "L'Italie aujourd'hui" al Centre National d'Art Contemporain di Nizza (1985), "Nuove trame dell'arte" nel Castello Colonna di Genazzano (1985), "Anni Ottanta" nel Chiostro di San Domenico ad Imola (1985), "Bianchi, Ceccobelli, Dessì, Gallo" al Riversides Studio di Londra (1986), "Trait d'Union" a Villa Medici a Roma (1988), "Dal ritorno all'ordine al richiamo della pittura 1920 - 1987" nella Kunsthalle di Bielefeld (poi Kunsthalle, Darmstadt; BNS Ateneumin, Oslo; Taidemuseo, Helsinki, 1988); le partecipazioni alla Biennale di San Paolo (1981), alla "Biennale des jeunes artistes" di Parigi (1982), alla Biennale di Venezia (1984, 1986). Risalgono al 1985 le prime mostre personali nelle gallerie Gian Enzo Sperone di Roma e Sperone Westwater di New York.

Nelle tele di questo periodo è costante la presenza di un elemento centrale che determina l'immagine, affiorando su una superficie attraversata da stratificazioni di pittura, inserti materici, sottrazioni, tagli, cancellazioni (Pictor pixit, 1984; Grande regno, 1984; Annuncio 1985, Taglio corto, 1985; Legno vivo, 1985). Emblematico il titolo Punto a capo per il dipinto del 1987 in cui l'artista definisce con maggiore nitidezza timbri di colore e superfici. Risale al 1988 Campione, un lavoro di grandi dimensioni, da realizzare in situ e concepito come una progressione di elementi diversi. Una tela bianca, stesa sulla parete senza essere intelaiata, una superficie monocroma giallo primario, dipinta direttamente sul muro, l'elemento centrale, quindi, che blocca l'immagine, ottenuto utilizzando una teletta ovale capovolta con il telaio di legno a vista, che accoglie al suo interno un'altra piccola tela dipinta. Un telaio ovale per dipinti compare anche in Giro in tondo del 1989.

Intensa l'attività espositiva nel corso degli anni Novanta. Tra le mostre personali ricordiamo quelle nelle gallerie Alessandro Bagnai di Siena (1990, 1995), Volker Diehl a Berlino (1991), Gian Ferrari di Milano (1992), Otto di Bologna (1993). Al 1994 risalgono le mostre personali aperte contemporaneamente a Parigi all'Hotel de Galliffett, sede dell'Istituto italiano di cultura e nella Galleria Di Meo. La Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento gli dedica un'ampia mostra antologica nel 1995 a cura di Danilo Eccher. Tra le mostre collettive segnaliamo "Roma interna" al Museum Moderner Kunst - Stiftung Ludwig di Vienna (1991), "Concordantiae" al Centre Règional d'Art Contemporain di Tolosa (1992), "Una generazione a Roma" alla Rocca Paolina di Perugia e al Centro per l'Arte Contemporanea di Umbertide (1992); "L'astrazione ridefinita" alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di San Marino (1993), "Il visibile e l'invisibile. Arte italiana 1945 1995" nell'Aiki Prefectural Museum of Art di Nagoya (poi Museum Contemporary Art, Tokyo; Yonago City Museum, Tottori; City Museum, Hiroshima, 1997). Del 1991 è l'installazione Camera picta, realizzata a Roma, nell'ambito della rassegna "Edicola notte". In questa occasione, in uno spazio di sette metri per uno, non accessibile al pubblico e osservabile dall'esterno attraverso un vetro, Dessì allestisce una complessa visione bidimensionale. Seguendo un determinato disegno dipinge pareti, pavimento e soffitto facendo ruotare la composizione intorno ad un elemento centrale tridimensionale. L'effetto è una sorta di anamorfosi che trasforma l'intero ambiente in una grande immagine pittorica. Allestisce nuovamente una Camera picta in occasione della mostra personale da Otto a Bologna nel 1993. Senza titolo del 1994 è un lavoro di grandi dimensioni realizzato sul muro esterno dell'Istituto italiano di cultura a Parigi. Senza titolo è anche il lavoro realizzato su una delle pareti del Palazzo delle Esposizioni, in occasione della partecipazione alla XII Esposizione Nazionale Quadriennale d'Arte di Roma (1996).

Dopo lunghi soggiorni a New York tra il 1985 ed il 1989, attualmente Dessì vive e lavora a Roma e a Colle San Giorio (PG) in Umbria.

Daniela Lancioni

Titolo:
Campione
Dimensioni (cm):
450x300
Tecnica:
olio e tempera su muro e tela
Anno:
1988


Foto D. Zedman. Courtesy Sperone-Westwater Gallery, New York

Titolo:
Filo doppio
Dimensioni (cm):
180x180
Tecnica:
olio, ottone su tela e tempera su muro
Anno:
1989


Foto M. Capone. Courtesy Sperone-Westwater Gallery, New York

Titolo:
Seme
Dimensioni (cm):
25x60
Tecnica:
bronzo
Anno:
1995


Foto M. Capone

Titolo:
Senza Titolo
Dimensioni (cm):
90x120
Tecnica:
cemento, vetroresina e tempera su muro
Anno:
1996


Installazione alla XI Quadriennale di Roma. Foto M. Giuffreda