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Introduzione
Ai primi del novecento - tempo di industrializzazione iniziate in una società sostanzialmente agricola come quella italiana di allora - pastificio, anzi una "semoleria -pastificio", poteva benissimo essere intitolato, con un gusto che per noi ha un che di ingenuamente didascalico, a Cerere, dea delle messi.

E Cerere rimane il nome di questo complesso di edifici e cortili, e con le sue facciate ancora decorose benchè segnate dagli anni gira su tre lati - via Tiburtina, Via degli Ausoni, Piazza dei Sanniti - a Roma, nel quartiere di San Lorenzo.

Abbandonata nel 1960, la Cerere è un esempio di riconversione di un edificio industriale portata avanti a poco a poco, un po' in sordina, senza proclami : in una quindicina d'anni, infatti, la fabbrica è venuta ripopolandosi spontaneamente in modo molto "specializzato" e vede oggi tutti i suoi locali nuovamente occupati soprattutto da studi di artisti - una trentina. Nel proprio spazio preso in affitto ognuno è intervenuto in misura maggiore o minore, ripulendo e risanando e facendo rivivere i bellissimi loft.

Tratto da: Abitare 285- maggio 1990 - Foto Antonio Garbasso - Corrispondenza Paola De Santis